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sabato 10 maggio 2008

Alcool aumenta il rischio di tumore


L'alcool e' una delle cause piu' fermamente accertate di tumore.
Lo afferma un rapporto dell'Istituto australiano per il cancro.
Il rapporto dice che 'due bicchieri al giorno (20g d'alcool),
aumentano del 75% il rischio di cancro alla bocca,del 40% al tratto aero-digestivo superiore,e, nelle donne,
del 22% al seno.
Nell'uomo 4 bicchieri al giorno aumentano il rischio di cancro all'intestino del 64%.
Il consumo di circa 8 bicchieri al di' accresce il rischio in ogni organo del 90%'.

mercoledì 7 maggio 2008

Mi lamento per quello che faccio anche io!

Dico sempre agli altri di smetterla di rompere i coglioni, ma così facendo lo faccio anche io...o per lo meno...mi viene da pensare ciò.
Dico sempre agli altri di stare tranquilli...vivete sereni...non rompete l'anima...
Daltronde (o d'altronde?) è ciò che veramente penso. Qui c'è gente che spacca i coglioni come un 85enne e mi rendo conto che però anche io faccio lo stesso!
Quello che vorrei far capire e che non riesco a starmene con le mani in mano quando vedo e vivo alcune cose.
Si parla tanto di amicizia, sincerità, amore e tante altre belle cose che però sono solo gettate al vento e che vengono usate solo per la bellezza della frase con cui le diciamo.
Preferisco un vaffanculo in faccia che un qualcos'altro in culo.
Per carità, non voglio generalizzare......però si arriva ad un certo punto che la cosa pesa e non puoi che pensare ad essa.
Perchè?
Perchè mi accorgo che io conosco il 10% della gente che ho attorno, nonostante gli anni e le esperienze passate assieme.
Questa cosa mi rattrista molto...Vorrei mandare tutti a fanculo...ma poi il ciclo ricomincia e bla bla bla....


staminali per curare bambini

Un laboratorio per la produzione di cellule staminali destinate alle cure oncologiche dei bambini sorgera' al Meyer di Firenze. Soprannominato 'Camera bianca', il laboratorio - il primo in Italia - dovrebbe essere operativo entro la fine dell'anno. A renderlo noto e' stato il direttore della fondazione Meyer Carlo Barburini ricordando che 'la 'camera bianca' sara' espressamente dedicato alla pediatria, e non servira' solo per i bambini del Meyer ma per tutta l'Italia'.

martedì 6 maggio 2008

Funghi 'mangiano' uranio impoverito

I funghi sono in grado di bonificare i terreni contaminati dall'uranio impoverito 'mangiandolo'.
Lo rivela uno studio di ricercatori scozzesi.
I siti contaminati da uranio impoverito si ripuliscono raccogliendo i frammenti, ma e' impossibile eliminare le particelle piu' piccole. I funghi riescono ad inglobare nei filamenti che piantano nel terreno le particelle di uranio, che trasformano in uranile fosfato, una forma non pericolosa e inerte, che non puo' quindi entrare nella catena alimentare.
Trovata forse la soluzione per i terreni contaminati

lunedì 5 maggio 2008

OoooOoooO Odio Napoli! Odio Napoli! Odio Napoli! Odio Napoliiiii!!!


La maratona canta il titolo del mio post.



Non è un fattore calcistico, anzi anche, però odio Napoli. Non c'è un cazzo da fare.


Oggi n-esimo servizio in tv:
http://www.tg2.rai.it/default.asp?id_n=4814&id_r=2&id_c=16

NON SE NE PUO' PIU'!

Ultima volta

Non mi ricordo neanche chi, ci ha scritto un sms mentre eravamo su a melezet con scritto un qualcosa del tipo "ringrazia tutti quelli che ci hanno invitati".
Allora, impariamo ad usare il cervello:

  1. Fase 1, mettersi in comoda posizione per favorire la meditazione
  2. Fase 2, pensare a quello che si vuole dire o scrivere
  3. Fase 3, se ciò che hai pensato è una cazzata forse faresti meglio a non dire niente
  4. Fase 4,se ciò che hai pensato è giusto, secondo te, ripensaci ancora un paio di volte e vedi se il discorso continua a quadrare.
Ecco dei piccoli e semplici passi per la nostra prima lezione di "Usa il cervello!"
Ritorniamo al nostro discorso.
A melezet eravamo 16. Perchè chiamare altre persone?
Io non ho nascosto il fatto che andavo su, perchè non avete dato la disponibilità?
Anzichè mandare il messaggio dopo, non sapete aprire la bocca prima?

Alla facciazza vostra abbiamo beccato 4 giornate di sole e ci siamo pure divertiti.
Baci dolci...

domenica 4 maggio 2008

Sì, anche a me hanno detto che è così! Sì sì!

L'amicizia è un valore molto importante nella mia vita, infatti non riesco ad immaginare quale immenso, piatto deserto possa essere l'esistenza di un ragazzo della mia età senza amici.

Molto spesso siamo portati a definire "amici" tutte quelle persone con le quali abbiamo dei rapporti frequenti, con cui scambiamo quattro chiacchiere o usciamo il sabato sera e non ci rendiamo conto che in realtà la maggior parte di costoro sono dei semplici conoscenti, l'amico è ben altro: è colui con il quale possiamo sempre e comunque essere noi stessi, senza veli, senza finzioni, che conosce tutti i nostri pregi ma anche i nostri difetti e nonostante ciò non ci chiede di cambiare; una persona alla quale sentiamo di poter confidare i nostri pensieri, i segreti più intimi, senza timore di essere giudicati; è colui al quale possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradirà mai; all'amico puoi chiedere una mano senza che lui pretenda un tornaconto personale; è chi ti resta vicino non per cosa hai, ma per chi sei; che prova gioia a stare con te, anche se non condivide necessariamente tutti i tuoi interessi.

Gli amici non sono nostri "cloni", ma sono un completamento di noi stessi, con i quali si crea una perfetta sintonia per cui anche senza bisogno di grossi discorsi, l'altro sa già cosa vuoi dire e viceversa, anzi l'amico è colui con il quale puoi anche stare in silenzio.

La cosa più importante in un rapporto di amicizia, secondo me, è il rispetto unito naturalmente alla sincerità, alla comprensione ed alla reciproca complicità.

L'amicizia è un legame profondo e confidenziale che unisce due o più persone, infatti questo sentimento ha un pregio fondamentale: si può distribuire tra molti individui, con varie sfumature, senza che nessuno di essi si senta svalutato.

Il "gruppo" vive importanti e decisive esperienze che restano indimenticabili nella vita di ogni individuo, ma è fondamentale che all'interno dello stesso ognuno trovi lo spazio necessario per esprimersi, confrontarsi, condividere, mantenendo una certa propria libertà di scelta.